Editoriale
La nuova incarnazione del vecchio blog Chronocomix prevederà non solo le classiche cronologie di albi a fumetti pubblicati in Italia, ma anche quelli visti all’estero nel corso degli anni. Particolare attenzione sarà data alle riviste e alle collane monografiche senza preclusione di genere. Affiancheranno tali liste anche le recensioni fumettistiche di lunghezza varia – dalle poche righe alle circa duemila battute – non solo quelle pubblicate presso Comicus.it ma anche assolutamente inedite.
Terminal

TERMINAL
di Emilio Balcarce e Jok
pubblicata su Lanciostory N. 23/27 del 2010 (Editoriale Aurea)
Emilio Balcarce è ancora in sella. Dopo diversi anni lontano dal fumetto è tornato a sfornare storie di qualità con la consueta accuratezza delle sue sceneggiature.
Dopo la space opera mistica “Funeral” (con l’apporto ai disegni dell’ottimo Jok, tra i migliori esponenti del gruppo La Productora) e le metafore ecologiche di “Terra Madre” (disegnate dal bravo Diego Garavano), ecco la sua terza serie in meno di un anno: “Terminal”, illustrata ancora da Jok.
In questa storia Balcarce si cimenta nello steampunk western con risultati apprezzabili, anche se la trama rimane un poco compressa nelle 40 tavole del lavoro – e ancor di più i disegni, addirittura a volte poco leggibili a causa del formato di Lanciostory – e che forse meritava uno sviluppo più compiuto.
Too Much è la protagonista di questa storia in movimento, l’azione si svolge interamente lungo un percorso ferroviario che corrisponde alla vita, con le sue fughe, i proponimenti, le speranze, le disillusioni, la ricerca e quant’altro.
Insieme a lei, donna forte che integra il suo corpo devastato grazie alla cibernetica, agiscono – in un mondo deturpato e futuribile dove la legge del più forte conta più della dignità umana – Dakota, una bambina problematica, suo zio Caboose e nonno Ismael, ferrovieri professionisti.
Il Terminal è il luogo dove tutto inizia e tutto finisce, la metafora della terribile matrice esistenziale e del percorso tortuoso che bisogna seguire per realizzarsi nel grande imbroglio che è la vita. L’unica via di salvezza è il libero arbitrio: solo così si può costruire realmente il proprio destino.
Personalmente ho preferito altre storie di questo autore, ma questa serie è tutt’altro che da sottovalutare, lettura consigliata.
Loudun

testo: Hervé Rusig
disegni: Davide Furnò e Paolo Armitano
volume cartonato di 64 pagine a colori
Edizioni BD
Esalazioni sulfuree a profusione ed esorcismi nel libro da poco pubblicato dalla torinese Edizioni BD, che presenta un’edizione pressoché perfetta nell’allestimento (carta, stampa, rilegatura) della trasposizione a fumetti della celebre vicenda dei “Diavoli di Loudun”, storia ispirata a un reale accadimento che ha già avuto l’onore/onere di una versione letteraria scritta da Aldous Huxley negli anni ’50, un dramma teatrale, un’opera lirica in tedesco e persino una versione cinematografica firmata da Ken Russell.
L’epoca descritta è quella delle lotte tra cristiani e protestanti intorno alla metà del 1600 in una Francia in piena confusione storico-religiosa. Urbain Grandier è un prete protestante assai benvoluto dai suoi fedeli, nonostante i suoi modi non troppo canonici, per la generosità dimostrata durante l’epidemia di peste che ha colpito la cittadina di Loudun.
Grandier è notoriamente esposto contro decisioni politiche che minano lo status quo e contro il celibato sacerdotale, per questo è inviso invece al potere temporale della chiesa e al sovrano Luigi XIII che tramite l’eminenza grigia del cardinale Richelieu prova a riguadagnare posizioni, accusando il curato di satanismo, plagio e possessione demoniaca. Effettivamente sembra che il maligno alberghi nel convento delle suore orsoline, dove vengono riscontrati dei casi evidenti, tanto che si procede a un esorcismo generale. Esorcismo che pende dalla parte del potere, tanto che Grandier è tacciato di essere lui stesso indemoniato e per questo viene sottoposto a torture di una crudezza spaventosa.
Questo non è che un brevissimo sunto di questo volume che mostra la ferocia dell’uomo che spesso si confonde con i demoni della materialità.
La sceneggiatura di Rusig, alla prima vera prova autoriale è lungi dall’essere perfetta nonostante sia basata su un fatto vero: pesante in più punti fino a rallentare la narrazione per indugiare nell’aspetto più fantastico della rappresentazione piuttosto che in quello storico.
Il duo torinese responsabile della parte grafica sorregge l’impalcatura molto più della sua specifica competenza, prendendosi carico di una regia che sembrava andare alla deriva.
Inquadrature interessanti sotto un diffuso cromatismo virato sul rosso, per tavole dipinte in maniera eccellente ma che non riescono a mascherare fino in fondo l’inesperienza dello sceneggiatore chiamato da Christophe Bec a raccontare questa storia dura inserendola nella collana Hanté che ha visto l’apporto anche di altri bei nomi italiani nel territorio della bédé francobelga.
Furnò e Armitano sono ben noti anche agli appassionati del comic a 360° per il loro apporto a testate assai differenti come Scalped (DC/Vertigo) e John Doe (Eura).
Luglio 2009 - http://www.comicus.it/view.php?section=recensioni&id=745
Shakespeare

testo: Sigma, Mario Basari, Marco Di Tillo
disegni: Gianni De Luca
volume cartonato di 192 pagine in b/n
Mondadori (I Maestri del Fumetto #19)
Nella collana I Maestri del Fumetto questo dedicato a Gianni De Luca appare tra i volumi più interessanti dell’intero progetto. Presenta storie prodotte nell’arco di 23 anni (dal 1960 al 1983) permettendo così di ammirare l’evoluzione grafica dell’artista calabrese: notevole la qualità intrinseca delle tavole.
De Luca è legato alle produzioni per “Il Giornalino” e “Corriere dei Piccoli” e tra le produzioni più note si ricordano Il Commissario Spada, graficamente seminale per la trilogia scespiriana che troviamo qui, e l’immaginifico Paulus, sorta di agiografia spaziotemporale di San Paolo, realizzato con una tecnica ancora oggi d’avanguardia.
Le riuscite trasposizioni teatrali su carta di Amleto, Romeo e Giulietta e La tempesta costituiscono il fulcro del libro, con i personaggi che agiscono all’interno delle grandi vignette come se fossero scenari, regalando un senso di straniamento misto a fascinazione.
Rimarchevoli anche le minibiografie di Totò e Marilyn Monroe realizzate con una tecnica in bilico tra le tonalità chiaroscurali.
Luglio 2009 – http://www.comicus.it/view.php?section=minirecensioni&id=491
El Italiano

testo e disegni: Patricio Valladares, Andrea Cavaletto, Evelyn Belmar, Rodrigo Diaz Ricci, Miricioman, Caoz, Moz
volume brossurato di 80 pagine in b/n
Nicola Pesce Editore
Creazione dell’artista multimediale cileno Patricio Valladares, El Italiano è un personaggio sordido e perverso le cui storie sono pervase da un’atmosfera fortemente malata. Nei minifumetti, generalmente in quattro tavole, che compongono questo libro e realizzati anche da Andrea Cavaletto, Evelyn Belmar, Rodrigo Diaz Ricci, Miricioman, Caoz e Moz, il protagonista assoluto è l’horror splatter più crudo che si possa immaginare, con elementi quali sadismo, pedofilia, coprofagia e cannibalismo che Ruggero Ricci de la Croix, detto “El Italiano”, incarna nel suo essere sopra le righe. Le storie non sono che dei brevi flash, delle tessere di puzzle tratte dalla terribile vita di un character morboso e disturbante.
La qualità dell’apparato grafico è altalenante perché gli autori coinvolti si esprimono in maniera differente nel tratto e negli strumenti utilizzati, la sensibilità artistica di Valladares e compagnia è differentemente riprodotta su carta.
“Curriculum” è il nome del lungometraggio che l’artista cileno ha realizzato qualche tempo fa ed è qui che è apparso l’allampanato personaggio in impermeabile nero, questo sessantenne serial killer su commissione dai trascorsi familiari altrettanto terrificanti, che tra le altre cose giunge a essere il braccio armato del dittatore Pinochet.
L’ultima parte del libro contiene la storia “Festa di classe” di Andrea Cavaletto, altro artista impegnato nella cinematografia di genere, e proprio da queste tavole Valladares prende spunto per il suo nuovo lungometraggio: “Departyd”.
Un libro pesante per le tematiche presentate, un prodotto di nicchia.
Apprezzabile la confezione dell’etichetta editoriale campana, punto a sfavore è la stampa dei neri non sempre nitida e contrastata.
Luglio 2009 – http://www.comicus.it/view.php?section=recensioni&id=746
Disney Big #16

testo e disegni: AA.VV.
albo brossurato di 512 pagine a colori
The Walt Disney Company Italia
Poderoso tomo che raccoglie storie dall’immenso serbatoio della Disney italiana. In questo numero lo spettro temporale è racchiuso tra il 1963 e il 2004, con autori di un certo peso (Abramo e Giampaolo Barosso, Rodolfo Cimino, Carlo Chendi, Guido Martina) e disegnatori di diversa estrazione (tra i quali Giulio Chierchini, Massimo e Pier Lorenzo De Vita, Giorgio Cavazzano, Giovan Battista Carpi).
Una lettura gradevole grazie ai 5 temi proposti – “In vacanza”, “I viaggi del… cilindro”, “Eta Beta l’extradimensionale”, “Storie golose” e “Affari di cugini” – che ne diversificano l’offerta.
Non tutte le storie possono fregiarsi del sottotitolo della testata e, un po’ a sorpresa, il pezzo forte risulta essere la lunga storia vacanziera opera di autore ignoto per i disegni dello Studio Bargadà.
Non sfigurano il duo Cimino/Chierchini con la loro tribù dei “Piedi Salati”, né la divertente disavventura paperiniana del piede sinistro (dei Barosso e Massimo De Vita) o la difesa dell’indipendenza vista da Martina e Carpi. Di contro molte altre storie sono dei meri riempitivi, magari ben disegnati.
Luglio 2009 – http://www.comicus.it/view.php?section=minirecensioni&id=492
Maxi Dampyr #1
testo: Diego Cajelli, Michele Masiero
disegni: Maurizio Dotti, Giuliano Piccininno, Oliviero Gramaccioni
albo brossurato di 292 pagine in b/n
Sergio Bonelli Editore
Tre esercizi di scrittura per questo “balenottero” che inaugura la stagione dell’annual in versione Maxi anche per la testata horror creata da Mauro Boselli e Maurizio Colombo.
Diego Cajelli imbastisce due avventure: la prima per Harlan Draka in solitaria e la seconda che vede il supporto del fido Kurjak. Due fill-in tutto sommato leggibili ma affatto indimenticabili, neppure aiutati dai disegni discontinui di Maurizio Dotti e Giuliano Piccininno.
La terza storia, firmata dal collaudato team Michele Masiero/Oliviero Gramaccioni, ha un sapore misternoano – character per il quale il duo ha lavorato in passato – fin dall’ambientazione. La storia è la più debole del lotto (qui è presente anche la non-morta Tesla), ma è quella che ci sembra illustrata meglio.
Caleb Lost, l’immortale alleato di Harlan, funge da supervisore esterno per l’intero volume, mentre nessuno dei “cattivi” di turno ha una personalità tale da andare oltre le 94 tavole della storia singola.
Un prodotto che non promette né offre nulla più di un intrattenimento per aficionados e completisti.
Agosto 2009 – http://www.comicus.it/view.php?section=minirecensioni&id=494
Super Eroica #1

testo e disegni: AA.VV.
albo brossurato di 228 pagine in b/n
Edizioni If
Nuova operazione nostalgia da parte di Edizioni If: una miniserie in 4 numeri che si prefigge di presentare alcune tra le migliori avventure pubblicate in origine nel Regno Unito dalla Fleetway e dalla Dardo da noi, in collane in edicola dalla fine degli anni ’60 agli inizi dei ’90.
Meritorio recupero d’annata, sebbene il formato bonellide sia grande per storie nate per le due strisce a tavola dei pocket – qui e là si nota l’ingrandimento delle vignette, forse operato dalla Dardo ai tempi della serie Tutto Guerra che aveva lo stesso formato – le pecche più visibili sono l’assenza di credits riguardanti gli autori e il prezzo di copertina, non esattamente per tutti.
Ogni volume prevede 4 storie di guerra dove l’eroismo e la retorica sono parte integrante delle stesse avventure e la varietà è data dalle ambientazioni: azioni aeree o marine si intersecano nello stesso albo con quelle della fanteria.
I disegni di questa prima uscita sono di qualità altalenante con una nota di merito per la storia illustrata da Gino D’Antonio, unica di cui sia noto con certezza il disegnatore.
Agosto 2009 – http://www.comicus.it/view.php?section=minirecensioni&id=498
