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Archivio per dicembre 2009

Shakespeare

23 dicembre 2009 Lascia un commento

testo: Sigma, Mario Basari, Marco Di Tillo
disegni: Gianni De Luca
volume cartonato di 192 pagine in b/n
Mondadori (I Maestri del Fumetto #19)

Nella collana I Maestri del Fumetto questo dedicato a Gianni De Luca appare tra i volumi più interessanti dell’intero progetto. Presenta storie prodotte nell’arco di 23 anni (dal 1960 al 1983) permettendo così di ammirare l’evoluzione grafica dell’artista calabrese: notevole la qualità intrinseca delle tavole.

De Luca è legato alle produzioni per “Il Giornalino” e “Corriere dei Piccoli” e tra le produzioni più note si ricordano Il Commissario Spada, graficamente seminale per la trilogia scespiriana che troviamo qui, e l’immaginifico Paulus, sorta di agiografia spaziotemporale di San Paolo, realizzato con una tecnica ancora oggi d’avanguardia.

Le riuscite trasposizioni teatrali su carta di Amleto, Romeo e Giulietta e La tempesta costituiscono il fulcro del libro, con i personaggi che agiscono all’interno delle grandi vignette come se fossero scenari, regalando un senso di straniamento misto a fascinazione.

Rimarchevoli anche le minibiografie di Totò e Marilyn Monroe realizzate con una tecnica in bilico tra le tonalità chiaroscurali.

Luglio 2009http://www.comicus.it/view.php?section=minirecensioni&id=491

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El Italiano

23 dicembre 2009 Lascia un commento

testo e disegni: Patricio Valladares, Andrea Cavaletto, Evelyn Belmar, Rodrigo Diaz Ricci, Miricioman, Caoz, Moz
volume brossurato di 80 pagine in b/n
Nicola Pesce Editore

Creazione dell’artista multimediale cileno Patricio Valladares, El Italiano è un personaggio sordido e perverso le cui storie sono pervase da un’atmosfera fortemente malata. Nei minifumetti, generalmente in quattro tavole, che compongono questo libro e realizzati anche da Andrea Cavaletto, Evelyn Belmar, Rodrigo Diaz Ricci, Miricioman, Caoz e Moz, il protagonista assoluto è l’horror splatter più crudo che si possa immaginare, con elementi quali sadismo, pedofilia, coprofagia e cannibalismo che Ruggero Ricci de la Croix, detto “El Italiano”, incarna nel suo essere sopra le righe. Le storie non sono che dei brevi flash, delle tessere di puzzle tratte dalla terribile vita di un character morboso e disturbante.

La qualità dell’apparato grafico è altalenante perché gli autori coinvolti si esprimono in maniera differente nel tratto e negli strumenti utilizzati, la sensibilità artistica di Valladares e compagnia è differentemente riprodotta su carta.
“Curriculum” è il nome del lungometraggio che l’artista cileno ha realizzato qualche tempo fa ed è qui che è apparso l’allampanato personaggio in impermeabile nero, questo sessantenne serial killer su commissione dai trascorsi familiari altrettanto terrificanti, che tra le altre cose giunge a essere il braccio armato del dittatore Pinochet.

L’ultima parte del libro contiene la storia “Festa di classe” di Andrea Cavaletto, altro artista impegnato nella cinematografia di genere, e proprio da queste tavole Valladares prende spunto per il suo nuovo lungometraggio: “Departyd”.
Un libro pesante per le tematiche presentate, un prodotto di nicchia.
Apprezzabile la confezione dell’etichetta editoriale campana, punto a sfavore è la stampa dei neri non sempre nitida e contrastata.

Luglio 2009http://www.comicus.it/view.php?section=recensioni&id=746

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Disney Big #16

23 dicembre 2009 Lascia un commento

testo e disegni: AA.VV.
albo brossurato di 512 pagine a colori
The Walt Disney Company Italia

Poderoso tomo che raccoglie storie dall’immenso serbatoio della Disney italiana. In questo numero lo spettro temporale è racchiuso tra il 1963 e il 2004, con autori di un certo peso (Abramo e Giampaolo Barosso, Rodolfo Cimino, Carlo Chendi, Guido Martina) e disegnatori di diversa estrazione (tra i quali Giulio Chierchini, Massimo e Pier Lorenzo De Vita, Giorgio Cavazzano, Giovan Battista Carpi).

Una lettura gradevole grazie ai 5 temi proposti – “In vacanza”, “I viaggi del… cilindro”, “Eta Beta l’extradimensionale”, “Storie golose” e “Affari di cugini” – che ne diversificano l’offerta.
Non tutte le storie possono fregiarsi del sottotitolo della testata e, un po’ a sorpresa, il pezzo forte risulta essere la lunga storia vacanziera opera di autore ignoto per i disegni dello Studio Bargadà.

Non sfigurano il duo Cimino/Chierchini con la loro tribù dei “Piedi Salati”, né la divertente disavventura paperiniana del piede sinistro (dei Barosso e Massimo De Vita) o la difesa dell’indipendenza vista da Martina e Carpi. Di contro molte altre storie sono dei meri riempitivi, magari ben disegnati.

Luglio 2009http://www.comicus.it/view.php?section=minirecensioni&id=492

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Maxi Dampyr #1

23 dicembre 2009 Lascia un commento

testo: Diego Cajelli, Michele Masiero
disegni: Maurizio Dotti, Giuliano Piccininno, Oliviero Gramaccioni
albo brossurato di 292 pagine in b/n
Sergio Bonelli Editore

Tre esercizi di scrittura per questo “balenottero” che inaugura la stagione dell’annual in versione Maxi anche per la testata horror creata da Mauro Boselli e Maurizio Colombo.

Diego Cajelli imbastisce due avventure: la prima per Harlan Draka in solitaria e la seconda che vede il supporto del fido Kurjak. Due fill-in tutto sommato leggibili ma affatto indimenticabili, neppure aiutati dai disegni discontinui di Maurizio Dotti e Giuliano Piccininno.

La terza storia, firmata dal collaudato team Michele Masiero/Oliviero Gramaccioni, ha un sapore misternoano – character per il quale il duo ha lavorato in passato – fin dall’ambientazione. La storia è la più debole del lotto (qui è presente anche la non-morta Tesla), ma è quella che ci sembra illustrata meglio.

Caleb Lost, l’immortale alleato di Harlan, funge da supervisore esterno per l’intero volume, mentre nessuno dei “cattivi” di turno ha una personalità tale da andare oltre le 94 tavole della storia singola.
Un prodotto che non promette né offre nulla più di un intrattenimento per aficionados e completisti.

Agosto 2009http://www.comicus.it/view.php?section=minirecensioni&id=494

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Super Eroica #1

23 dicembre 2009 Lascia un commento

testo e disegni: AA.VV.
albo brossurato di 228 pagine in b/n
Edizioni If

Nuova operazione nostalgia da parte di Edizioni If: una miniserie in 4 numeri che si prefigge di presentare alcune tra le migliori avventure pubblicate in origine nel Regno Unito dalla Fleetway e dalla Dardo da noi, in collane in edicola dalla fine degli anni ’60 agli inizi dei ’90.

Meritorio recupero d’annata, sebbene il formato bonellide sia grande per storie nate per le due strisce a tavola dei pocket – qui e là si nota l’ingrandimento delle vignette, forse operato dalla Dardo ai tempi della serie Tutto Guerra che aveva lo stesso formato – le pecche più visibili sono l’assenza di credits riguardanti gli autori e il prezzo di copertina, non esattamente per tutti.

Ogni volume prevede 4 storie di guerra dove l’eroismo e la retorica sono parte integrante delle stesse avventure e la varietà è data dalle ambientazioni: azioni aeree o marine si intersecano nello stesso albo con quelle della fanteria.

I disegni di questa prima uscita sono di qualità altalenante con una nota di merito per la storia illustrata da Gino D’Antonio, unica di cui sia noto con certezza il disegnatore.

Agosto 2009http://www.comicus.it/view.php?section=minirecensioni&id=498

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Helldorado #1 e 2

23 dicembre 2009 Lascia un commento

testo: Jean David Morvan e Miroslav Dragan
disegni: Ignacio Noé
volumi brossurati di 48 pagine a colori
Lancio (Lanciocomix #15 e 17)

Una storia verosimile del XVII secolo, l’epoca in cui i conquistadores della corona di Spagna partirono alla volta del Nuovo Mondo per assoggettare i territori finora inesplorati dell’America centromeridionale. Ciò portò alla devastazione degli insediamenti primigeni e allo sterminio dei popoli non intenzionati ad accogliere passivamente l’invasione straniera.
La lotta tra i Syyanas, gli indiani nativi, e gli “Assassini” – così erano denominati, per nulla a torto, gli invasori europei – costituisce il fulcro di questi due volumi cruenti e desolanti nella descrizione dell’assenza di pietas nei confronti del più debole, con l’aggravante di una malattia pestifera dall’elevato tasso di mortalità che funge da castigo super partes. Uno scontro di civiltà che già nel loro microcosmo hanno correnti interne contrastanti non può che sfociare in un inverecondo massacro, dove la ragionevolezza non ha il minimo sfogo.

I personaggi tratteggiati dal duo costituito da Jean David Morvan e Miroslav Dragan sono combattuti tra l’eroismo quale riscatto personale e la rassegnazione per gli eventi incontrollabili che si svolgono sotto i loro occhi, sulla loro pelle.
Il capitano Abatirso, responsabile della spedizione spagnola, è un uomo frustrato e vanaglorioso incapace di slanci sentimentali in seguito a vicissitudini personali.
Dathcino, Hutatsu e Initsiii sono giovani indios che cercano la salvezza del corpo e dello spirito dell’intera comunità indigena in maniera singolare: il primo è un ribelle che contrasta da vicino le cattiverie degli spagnoli, il secondo è riflessivo e poco incline all’attività, mentre la terza racchiude in sé la bontà d’animo deficitaria nella gran parte dei personaggi (pur essendo la figlia del capo indio e indicata alla successione dello stesso, cura amorevolmente coloro che vengono colpiti dal virus mortale, rischiando il contagio), dimostrandosi l’oasi compassionevole dell’intera opera.

In attesa di vedere la conclusione della trilogia – il volume finale sarà pubblicato a breve dall’editoriale romana – non possiamo che consigliare questo lavoro così duro in cui permane un senso di disagio dopo la lettura, indice che Helldorado ha colto nel segno: emozionare il lettore in modo coinvolgente, non necessariamente circondandolo di buoni e rassicuranti sentimenti.
Eccellente la visione grafica dell’argentino Ignacio Noé, qui impegnato anche da ottimo colorista: tavole dettagliate e dinamiche con un gusto nella costruzione funzionale al tempo di lettura della singola vignetta, capace di raccontare perfettamente le lunghe scene mute presenti.

Settembre 2009http://www.comicus.it/view.php?section=recensioni&id=763

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Funerales

23 dicembre 2009 Lascia un commento

testo: Emilio Balcarce – Horacio Ceferino López
disegni: Jok
46 pagine a colori
Eura Editoriale (su Skorpio Anno XXXIII #44/49 del 2009)

Dopo circa vent’anni Emilio Balcarce torna a sceneggiare fumetti e lo fa con questa interessante miniserie di fantascienza realizzata in collaborazione con lo sfortunato scrittore Horacio Ceferino López, purtroppo deceduto durante la pubblicazione italiana di questa sua prima e unica incursione nella historieta, e con l’eccellente apporto grafico di Jok, autore di punta del gruppo argentino “La Productora”.
Balcarce è uno scrittore esperto in science fantasy, genere nel quale ha prodotto varie chicche, tra le quali ci piace ricordare almeno “Verdetto logico per Roy Ely” disegnato da Juan Giménez e la serie in tre cicli di avventure denominata “Cronache del Tempo Medio” curata sotto l’aspetto grafico dal rimpianto Juan Zanotto.

“Funeral” parte con un ritmo arrembante, tanto che già nelle prime vignette ci troviamo in una fase cruciale: Augustin Feder, l’archeologo character principale della storia, riflette sulla sua condizione da last man standing e ci introduce grazie all’ausilio del flashback mnemonico in un mondo prossimo a venire dove la tecnologia umana e il suo substrato culturale vengono a contatto col mistero.

Un cilindro proveniente dallo spazio, inviato proditoriamente da intelligenze extraterrestri, si schianta sul nostro pianeta con il suo contenuto importante e ingombrante allo stesso tempo: niente meno che il corpo di Dio. Da qui parte una ridda di azioni e teorie che coinvolgono le sfere emotive e razionali più disparate: la religione e la scienza, le prove dell’esistenza di un essere superiore e le debolezze dell’animo umano, il bene e il male, l’amore e l’odio, la salvezza dell’uomo e la sua perdizione, il fanatismo e la benedizione, la biogenetica e la rigida interpretazione dogmatica.
L’ateo Augustin viene incaricato dalle autorità di indagare sulla reale identità dell’immenso corpo azzurro, in modo da poter dare una risposta quanto più possibile attendibile, tenendo conto anche delle teorie disfattiste dei militari che propendono per l’ipotesi di un’arma di distruzione ammantata di religiosità per potere penetrare con maggiore facilità. L’indagine del nostro archeologo conferma innanzi tutto che coloro i quali hanno inviato la capsula spaziale erano già in precedenza venuti a contatto con civiltà antiche terrestri – sono stare rinvenuti i caratteri di antiche scritture – ma tali risultati non sono considerati abbastanza concreti dalla forza militare sempre più convinta dell’ipotesi nefasta, generando un clima di tensione che sfugge di mano fino a un atto di terrorismo causato dall’intolleranza religiosa.
Un ologramma tridimensionale permette agli studiosi di scoprire la storia della Creazione e delle fasi successive, in cui “Dio” – ossia un essere originario di un lontano pianeta – si sforza invano di realizzare un mondo perfetto e senza il male, soffrendo fino alla morte per il fallimento del suo progetto.
D’improvviso accade qualcosa di sconcertante: inquietanti presenze fameliche che si nascondevano all’interno del corpo vengono risvegliate dai continui tentativi dei militari di violare il cilindro spaziale. È l’inizio della fine, comincia la frenetica fase conclusiva della storia che conduce Feder verso una lotta impari contro batteri alieni sanguinari e decisi a annientare tutto. È impossibile contrastare lo strapotere manifestato dagli esseri malefici, nessun tentativo umano riesce a raggiungere un risultato rilevante: l’umanità è alla mercé del male assoluto e viene soppiantata dalla catastrofe.
Augustin rimane il solo baluardo della razza terrestre e viene eletto tale grazie all’aiuto di Rebecca, che il nostro credeva una donna ma che si rivela essere un’entità extraumana che lo aiuterà a congiungersi con i simili a Dio. Una sorta di Robinson Crusoe dello spazio.

Quarantasei tavole ricche di spunti filosofici sulla condizione umana, le sue credenze, le sue pulsioni. La capacità di un uomo – non un eroe – nel districarsi tra fede e ragione, tra spirito di conservazione e dinamismo intellettuale.
Molto appropriati i disegni di Jok, autore alla prima pubblicazione nel nostro Paese ma tra i migliori della Nouvelle Vague argentina. Un riconoscimento al lavoro di López che ha ben delineato insieme al veterano Balcarce un cast di character dotato di sfaccettature anche quando la parte a loro assegnata era di breve permanenza sullo scenario. Lo stesso Emilio Balcarce dà ulteriore prova di abilità nel tracciare storie crude e violente ma con un occhio al riscatto e alla speranza.

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Murena #5 – La déesse noire

22 dicembre 2009 Lascia un commento

testo: Jean Dufaux

disegni: Philippe Delaby

volume cartonato di 46 pagine a colori
Dargaud Editeur

Tuttora inedito in Italia, “La déesse noire” inaugura il ciclo della Sposa, che segue il ciclo della Madre.
Ritroviamo l’atmosfera della Roma della discendenza giulio-claudiana (è ambientato nella primavera dell’anno 62) coi suoi complotti, i suoi fasti e l’amore per i violenti giochi da arena.
Come solito molto documentato, Jean Dufaux si diletta a descrivere il regno di Nerone, il lento e inesorabile avanzare della sua follia e le macchinazioni della sua corte, il tutto dominato dalla figura di Poppea che ha preso la scena di Agrippina, la madre di Nerone.
Il carattere e la psicologia dei personaggi sono molto ben delineati, pure nel gran calderone delle scene corali.
L’imperatore, circondato da cortigiani melliflui, si ritiene un dio vivente finché patisce una sconfitta imprevista e umiliante in una corsa con le quadrighe da parte di una misteriosa donna mascherata. La sua collera si mischia all’inquietudine procurata dall’enigmatico messaggio lasciatogli dalla sconosciuta: i dubbi sulla brutale fine di Britannico sono ancora ben presenti.
La politica, l’ambizione, le lotte di potere, gli intrighi di palazzo, i gladiatori sono gli ingredienti di questa saga, qui vi è la storia d’amore di cui è protagonista l’ex favorita Actea che dimentica il suo imperatore tra le braccia di Lucio Murena, il giovane patrizio personaggio-feticcio al quale è intestata la serie.
Nerone in questo volume incontra in maniera rocambolesca persino l’apostolo Pietro – un episodio mai storicamente accertato.
Per quanto concerne il cast dei personaggi bisogna dire che la maggior parte di questi sono già noti, mentre altri si affiancano per la prima volta o si vedono conferire un ruolo impegnativo. È il caso di Tigullio che diventa consigliere di Nerone o di Arsilia, la schiava personale della nuova favorita, che è al corrente di tutti i segreti della sua padrona. Il ritorno dell’ex gladiatore Balba fa rimembrare il fantasma di Britannico e rilancia un interessante intrigo. La stessa Poppea si rivela distaccata e crudele: la sua bassezza e la sua perversione aleggiano su ogni scena.
L’apparizione tanto fugace quanto pregnante della dea nera rende più oscuro il mistero. Ancorché causata da una droga, la visione di cui è vittima il gladiatore Massam ricorda certe divinità tanto potenti quanto terrificanti di altre culture, come Iside.
Philippe Delaby offre una prova grafica di buon livello e dettagliata, anche negli abiti e persino nei gioielli, oltre che nelle architetture monumentali della Roma antica. Grande è la perizia nel rappresentare la fisicità di uomini e donne.
Certo il cambio di stile nella colorazione rispetto ai precedenti tomi si fa notare eccome: qui il tutto viene acquarellato (egregiamente, a dire il vero) da Jérémy Petiqueux, con toni che comunque rendono la dimensionalità.
Un grande affresco storico, in linea con fiction moderne quali “Roma” e peplum storici e ormai classici della cinematografia come “Ben Hur” – al quale questo 5° tomo strizza l’occhio nella corsa sfrenata sui carri – e recenti come “Il gladiatore”.
Ricordiamo infine che i primi 4 volumi sono già stati pubblicati in Italia in unica soluzione, nel volume “Murena: Il potere e la gloria” edito da Panini Comics nella collana 100% Cult Comics.

Febbraio 2007http://fumettidicartarchivio.blogspot.com/2009/08/murena-vol-5-la-deesse-noire-feb-2007.html

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Vlad #1 – Igor, mio fratello

22 dicembre 2009 Lascia un commento

testo: Yves Swolfs
disegni: Griffo
volume cartonato di 46 pagine a colori
Eura Editoriale (Euramaster #84)

Con l’Euramaster di novembre inizia Vlad, una nuova serie “polar/thriller” nella migliore tradizione della collana Troisième Vague delle edizioni Le Lombard.

Il protagonista Vlad Zolkoff è un ex ufficiale dell’esercito russo che, nella Kiev del 2050 circa, sopravvive con qualche difficoltà finché apprende di essere co-erede di una grande fortuna: sua madre infatti lo ha nominato beneficiario insieme al gemello Igor, attore dalla vita dissoluta, perso di vista da molti anni.
Quest’ultimo, al momento, è però introvabile e sulla sua testa, come se non bastasse, pende una taglia: è scomparso infatti dopo aver rubato una forte somma di denaro a un produttore legato alla mafia russa, e dopo aver sottratto una cartella di documenti così scottanti da causar la morte del Presidente, la cui colpa era d’averli letti. Queste carte illustrano l’esistenza di un’organizzazione internazionale atta ad eliminare tutti coloro ostacolano il loro progetto illegale.
Inizia così la caccia di Vlad, che ha un anno di tempo per contattare il fratello e intascare la sua parte di eredità, pena lo scioglimento dell’accordo testamentario in favore di Krenski, il viscido segretario della sua defunta madre che farà ovviamente di tutto per indurre l’impresa al fallimento.

Dalla sceneggiatura intrigante congegnata da Yves Swolfs – autore di saghe di diversa ambientazione e fattura: dal gotico de Il Principe della Notte all’avventura storica di Dampierre al western Durango – traspare una visione oscura e pessimista del futuro, dove i personaggi forse troppo stereotipati e lungi dall’essere perfettamente delineati sono comunque messi in scena in maniera funzionale alla storia.
I disegni del decano Werner Goelen (Griffo) – tra i suoi principali lavori ricordiamo Beatifica Blues, S.O.S. Felicità e Giacomo C. – sottolineano questa serie con un’aurea livida e quasi inespressiva nella raffigurazione dei personaggi, in perfetta sintonia con lo scenario freddo e violento della storia.

In definitiva un lavoro in cui è da preferire più la parte grafica piuttosto che l’intreccio narrativo, ma la saga è solo all’inizio, l’intero corpus consta di 7 volumi, e alcune pecche di sceneggiatura evolveranno verso una linearità ineccepibile.
La confezione made in Eura è quella solita: economica nel prezzo ma di qualità più che soddisfacente per quanto concerne l’allestimento, nonostante qualche piccola sbavatura tecnica.

Dicembre 2007http://www.comicus.it/view.php?section=recensioni&id=486

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XIII #18 – La versione irlandese

22 dicembre 2009 Lascia un commento

testo: Jean Van Hamme
disegni: Jean Giraud
volume cartonato di 48 pagine a colori
Panini Comics

E così dopo ventitré anni siamo giunti al rush finale…
Questo volume, quasi un fuori serie nella serie, è al tempo stesso il preludio al volume 19 dove sembra chiudersi definitivamente la vicenda del Numero Tredici (o MacLane, Fly, Mullway, Rowland, e gli altri nomi che ha assunto nello sviluppo della saga) e la premessa dell’intera vicenda.

Ai pennelli la guest star Jean Giraud che, dall’alto della propria personalità artistica, fornisce una prova affatto esaltante per quanto riguarda la rappresentazione grafica dei personaggi, quasi irriconoscibili rispetto alla raffigurazione voluta dal creatore artistico William Vance, anche per delle imperfezioni anatomiche che affiorano qua e là.
D’altra parte sarebbe stato forse sciocco chiedere a un ospite così noto e di tale richiamo nell’ambiente del fumetto di riprendere pedissequamente le tracce di un collega dalla carriera altrettanto importante.
La messa in scena dei personaggi invece ci rincuora: qui riconosciamo la bravura dell’alter ego di Moebius.

La colorazione è dello stesso Autore insieme a Claire Champeval: funzionale al disegno, spesso rafforza l’intrinseca intensità espressiva dove però emergono le pecche di carattere stilistico del celebrato Giraud – gli sfondi poco dettagliati, ad esempio – ma è davvero troppo distante da quella alla quale Petra (la colorista titolare) ci aveva abituati.

Di contro, la sceneggiatura appare appassionante pur nella sua non elevata originalità: Jean Van Hamme condisce con tanto ottimo mestiere un intreccio sociale visto più volte anche nel media fumetto – la questione politico-religiosa legata alla quotidianità irlandese del secolo scorso con tanto di riferimenti all’IRA e alla sua lotta armata – aggiungendo il solito tocco di classe autoriale che tiene il lettore incollato fino all’ultima tavola, curioso di vedere “come andrà a finire”.
L’atmosfera che aleggia è quella già percepita in altre opere a fumetti, letterarie e cinematografiche che raccontano la situazione della Terra del Trifoglio.

Ma chi è XIII? L’americano Jason Fly oppure l’irlandese Kelly Brian, le cui vicende si intersecano? Lo scopriremo (forse) in questo volume…
Le situazioni personali del protagonista sono ben lungi dall’essere risolte, come il rapporto col tenente Jones. A questo sarà dedicato in parte l’ultimo volume, significativamente intitolato “L’ultimo round” che vuol dire tutto e niente, l’estrema mossa dello sceneggiatore per racchiudere la vicenda in maniera circolare.

Come accennavamo, la vicenda si svolge ancora prima dell’amnesia che ha colpito l’eroe della storia – quindi è precedente a quanto narrato nel primo volume – e si integra nella stessa con vari richiami che l’ottimo sceneggiatore dissemina qua e là, sembra quasi che Van Hamme abbia progettato da tempo questa situazione.
Poca azione, tutto sommato, a favore di un abile gioco di puzzle ricomposti.

In ultima analisi, un volume piacevole ma non particolarmente affascinante: la presenza della guest star anziché dare una marcia in più è semmai un ostacolo visivo (leggi grafico) nell’economia della saga.
Una lezione esemplare di sceneggiatura per un libro che forse avrebbe potuto risultare più coinvolgente se inserito appieno nel menage autoriale a cui eravamo affezionati.

Febbraio 2008http://www.comicus.it/view.php?section=recensioni&id=512

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