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Archivio per 22 dicembre 2009

Murena #5 – La déesse noire

22 dicembre 2009 Lascia un commento

testo: Jean Dufaux

disegni: Philippe Delaby

volume cartonato di 46 pagine a colori
Dargaud Editeur

Tuttora inedito in Italia, “La déesse noire” inaugura il ciclo della Sposa, che segue il ciclo della Madre.
Ritroviamo l’atmosfera della Roma della discendenza giulio-claudiana (è ambientato nella primavera dell’anno 62) coi suoi complotti, i suoi fasti e l’amore per i violenti giochi da arena.
Come solito molto documentato, Jean Dufaux si diletta a descrivere il regno di Nerone, il lento e inesorabile avanzare della sua follia e le macchinazioni della sua corte, il tutto dominato dalla figura di Poppea che ha preso la scena di Agrippina, la madre di Nerone.
Il carattere e la psicologia dei personaggi sono molto ben delineati, pure nel gran calderone delle scene corali.
L’imperatore, circondato da cortigiani melliflui, si ritiene un dio vivente finché patisce una sconfitta imprevista e umiliante in una corsa con le quadrighe da parte di una misteriosa donna mascherata. La sua collera si mischia all’inquietudine procurata dall’enigmatico messaggio lasciatogli dalla sconosciuta: i dubbi sulla brutale fine di Britannico sono ancora ben presenti.
La politica, l’ambizione, le lotte di potere, gli intrighi di palazzo, i gladiatori sono gli ingredienti di questa saga, qui vi è la storia d’amore di cui è protagonista l’ex favorita Actea che dimentica il suo imperatore tra le braccia di Lucio Murena, il giovane patrizio personaggio-feticcio al quale è intestata la serie.
Nerone in questo volume incontra in maniera rocambolesca persino l’apostolo Pietro – un episodio mai storicamente accertato.
Per quanto concerne il cast dei personaggi bisogna dire che la maggior parte di questi sono già noti, mentre altri si affiancano per la prima volta o si vedono conferire un ruolo impegnativo. È il caso di Tigullio che diventa consigliere di Nerone o di Arsilia, la schiava personale della nuova favorita, che è al corrente di tutti i segreti della sua padrona. Il ritorno dell’ex gladiatore Balba fa rimembrare il fantasma di Britannico e rilancia un interessante intrigo. La stessa Poppea si rivela distaccata e crudele: la sua bassezza e la sua perversione aleggiano su ogni scena.
L’apparizione tanto fugace quanto pregnante della dea nera rende più oscuro il mistero. Ancorché causata da una droga, la visione di cui è vittima il gladiatore Massam ricorda certe divinità tanto potenti quanto terrificanti di altre culture, come Iside.
Philippe Delaby offre una prova grafica di buon livello e dettagliata, anche negli abiti e persino nei gioielli, oltre che nelle architetture monumentali della Roma antica. Grande è la perizia nel rappresentare la fisicità di uomini e donne.
Certo il cambio di stile nella colorazione rispetto ai precedenti tomi si fa notare eccome: qui il tutto viene acquarellato (egregiamente, a dire il vero) da Jérémy Petiqueux, con toni che comunque rendono la dimensionalità.
Un grande affresco storico, in linea con fiction moderne quali “Roma” e peplum storici e ormai classici della cinematografia come “Ben Hur” – al quale questo 5° tomo strizza l’occhio nella corsa sfrenata sui carri – e recenti come “Il gladiatore”.
Ricordiamo infine che i primi 4 volumi sono già stati pubblicati in Italia in unica soluzione, nel volume “Murena: Il potere e la gloria” edito da Panini Comics nella collana 100% Cult Comics.

Febbraio 2007http://fumettidicartarchivio.blogspot.com/2009/08/murena-vol-5-la-deesse-noire-feb-2007.html

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Vlad #1 – Igor, mio fratello

22 dicembre 2009 Lascia un commento

testo: Yves Swolfs
disegni: Griffo
volume cartonato di 46 pagine a colori
Eura Editoriale (Euramaster #84)

Con l’Euramaster di novembre inizia Vlad, una nuova serie “polar/thriller” nella migliore tradizione della collana Troisième Vague delle edizioni Le Lombard.

Il protagonista Vlad Zolkoff è un ex ufficiale dell’esercito russo che, nella Kiev del 2050 circa, sopravvive con qualche difficoltà finché apprende di essere co-erede di una grande fortuna: sua madre infatti lo ha nominato beneficiario insieme al gemello Igor, attore dalla vita dissoluta, perso di vista da molti anni.
Quest’ultimo, al momento, è però introvabile e sulla sua testa, come se non bastasse, pende una taglia: è scomparso infatti dopo aver rubato una forte somma di denaro a un produttore legato alla mafia russa, e dopo aver sottratto una cartella di documenti così scottanti da causar la morte del Presidente, la cui colpa era d’averli letti. Queste carte illustrano l’esistenza di un’organizzazione internazionale atta ad eliminare tutti coloro ostacolano il loro progetto illegale.
Inizia così la caccia di Vlad, che ha un anno di tempo per contattare il fratello e intascare la sua parte di eredità, pena lo scioglimento dell’accordo testamentario in favore di Krenski, il viscido segretario della sua defunta madre che farà ovviamente di tutto per indurre l’impresa al fallimento.

Dalla sceneggiatura intrigante congegnata da Yves Swolfs – autore di saghe di diversa ambientazione e fattura: dal gotico de Il Principe della Notte all’avventura storica di Dampierre al western Durango – traspare una visione oscura e pessimista del futuro, dove i personaggi forse troppo stereotipati e lungi dall’essere perfettamente delineati sono comunque messi in scena in maniera funzionale alla storia.
I disegni del decano Werner Goelen (Griffo) – tra i suoi principali lavori ricordiamo Beatifica Blues, S.O.S. Felicità e Giacomo C. – sottolineano questa serie con un’aurea livida e quasi inespressiva nella raffigurazione dei personaggi, in perfetta sintonia con lo scenario freddo e violento della storia.

In definitiva un lavoro in cui è da preferire più la parte grafica piuttosto che l’intreccio narrativo, ma la saga è solo all’inizio, l’intero corpus consta di 7 volumi, e alcune pecche di sceneggiatura evolveranno verso una linearità ineccepibile.
La confezione made in Eura è quella solita: economica nel prezzo ma di qualità più che soddisfacente per quanto concerne l’allestimento, nonostante qualche piccola sbavatura tecnica.

Dicembre 2007http://www.comicus.it/view.php?section=recensioni&id=486

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XIII #18 – La versione irlandese

22 dicembre 2009 Lascia un commento

testo: Jean Van Hamme
disegni: Jean Giraud
volume cartonato di 48 pagine a colori
Panini Comics

E così dopo ventitré anni siamo giunti al rush finale…
Questo volume, quasi un fuori serie nella serie, è al tempo stesso il preludio al volume 19 dove sembra chiudersi definitivamente la vicenda del Numero Tredici (o MacLane, Fly, Mullway, Rowland, e gli altri nomi che ha assunto nello sviluppo della saga) e la premessa dell’intera vicenda.

Ai pennelli la guest star Jean Giraud che, dall’alto della propria personalità artistica, fornisce una prova affatto esaltante per quanto riguarda la rappresentazione grafica dei personaggi, quasi irriconoscibili rispetto alla raffigurazione voluta dal creatore artistico William Vance, anche per delle imperfezioni anatomiche che affiorano qua e là.
D’altra parte sarebbe stato forse sciocco chiedere a un ospite così noto e di tale richiamo nell’ambiente del fumetto di riprendere pedissequamente le tracce di un collega dalla carriera altrettanto importante.
La messa in scena dei personaggi invece ci rincuora: qui riconosciamo la bravura dell’alter ego di Moebius.

La colorazione è dello stesso Autore insieme a Claire Champeval: funzionale al disegno, spesso rafforza l’intrinseca intensità espressiva dove però emergono le pecche di carattere stilistico del celebrato Giraud – gli sfondi poco dettagliati, ad esempio – ma è davvero troppo distante da quella alla quale Petra (la colorista titolare) ci aveva abituati.

Di contro, la sceneggiatura appare appassionante pur nella sua non elevata originalità: Jean Van Hamme condisce con tanto ottimo mestiere un intreccio sociale visto più volte anche nel media fumetto – la questione politico-religiosa legata alla quotidianità irlandese del secolo scorso con tanto di riferimenti all’IRA e alla sua lotta armata – aggiungendo il solito tocco di classe autoriale che tiene il lettore incollato fino all’ultima tavola, curioso di vedere “come andrà a finire”.
L’atmosfera che aleggia è quella già percepita in altre opere a fumetti, letterarie e cinematografiche che raccontano la situazione della Terra del Trifoglio.

Ma chi è XIII? L’americano Jason Fly oppure l’irlandese Kelly Brian, le cui vicende si intersecano? Lo scopriremo (forse) in questo volume…
Le situazioni personali del protagonista sono ben lungi dall’essere risolte, come il rapporto col tenente Jones. A questo sarà dedicato in parte l’ultimo volume, significativamente intitolato “L’ultimo round” che vuol dire tutto e niente, l’estrema mossa dello sceneggiatore per racchiudere la vicenda in maniera circolare.

Come accennavamo, la vicenda si svolge ancora prima dell’amnesia che ha colpito l’eroe della storia – quindi è precedente a quanto narrato nel primo volume – e si integra nella stessa con vari richiami che l’ottimo sceneggiatore dissemina qua e là, sembra quasi che Van Hamme abbia progettato da tempo questa situazione.
Poca azione, tutto sommato, a favore di un abile gioco di puzzle ricomposti.

In ultima analisi, un volume piacevole ma non particolarmente affascinante: la presenza della guest star anziché dare una marcia in più è semmai un ostacolo visivo (leggi grafico) nell’economia della saga.
Una lezione esemplare di sceneggiatura per un libro che forse avrebbe potuto risultare più coinvolgente se inserito appieno nel menage autoriale a cui eravamo affezionati.

Febbraio 2008http://www.comicus.it/view.php?section=recensioni&id=512

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Castaka #1 – Dayal, il primo antenato

22 dicembre 2009 Lascia un commento

testo: Alejandro Jodorowsky
disegni: Das Pastoras
volume cartonato di 56 pagine a colori
Alessandro Editore

La gloriosa saga dell’Incal, affresco tecnoscientifico dell’immaginifico sceneggiatore cileno Alejandro Jodorowsky, maestro dell’arte affabulatoria applicata al fumetto e al cinema, produce il nuovo spin-off Castaka, da poco presente sul mercato italiano.
Dopo quelle sui Meta-Baroni e i Tecnopadri giungiamo così alle saga delle origini, con un espediente narrativo parimenti utilizzato dallo stesso autore per il prequel dell’Incal.
Certo, non si tratta di una novità ma questa storia – vuoi anche per il disegno particolarmente ispirato di Das Pastoras – risulta davvero piuttosto gradevole e lascia ben sperare per il prosieguo (questo nuovo step è infatti previsto in 3 tomi).

Riteniamo che sarebbe riduttivo considerare questo disegnatore (il cui vero nome è Julio Martínez Pérez) solo un clone di Juan Giménez – il “papà” della saga dedicata ai Meta-Baroni – vista la lunga carriera sviluppata negli anni d’oro delle riviste d’autore iberiche. Das Pastoras qui dà prova delle sue potenzialità forse troppo spesso sopite in precedenza.
Il maestoso uso del colore luminoso, protagonista della volumetria dei personaggi e capace di sopperire ad alcune lievi imperfezioni stilistiche, insieme alla voglia di non fare un semplice compitino, rendono evidente il suo approccio autoriale nel tentativo, a nostro parere riuscito, di affrancarsi dall’ombra del grande Maestro argentino.

Dopo alcune pagine che fungono da raccordo visuale con la storia dei Meta-Baroni, ma che nella linea temporale si posizionano prima degli eventi raccontati nel primo tomo della subsaga realizzata graficamente da Juan Giménez, ci troviamo già in piena azione: nello scenario del pianeta Marmola assistiamo al duello tra il decano Bérard e il figliastro Othon, perché questi sono i dettami del bushitaka, atti a rivelare se costui sarà un successore valido. Bérard vince, ma anziché uccidere Othon, che viene salvato perché leale, gli racconta la storia della sua stirpe, a partire da Dayal, il primo antenato.
Questo sarà soltanto l’inizio di un’epopea in cui il rispetto delle regole sarà infranto tante e tante volte, così come l’onore.

Jodorowsky imbastisce una trama al solito infarcita di elementi quali amori contrastati, senso dell’onore, lotte sfrenate, cospirazioni politiche e tutto il classico scenario comune all’intero disegno generale che compone il verboso ma affascinante universo da lui ideato.
L’espediente del prequel sarà una furberia commerciale per sfruttare al massimo l’appeal e la stessa credibilità dell’autore cileno, ma dobbiamo dire che grazie a questo escamotage chiunque potrà accostarsi facilmente alla storia anche senza aver letto gli oltre 30 volumi dell’intero corpus (e mentre scriviamo sta per arrivare sui banconi francofoni l’ennesimo ramoscello verde del vecchio tronco ancora vitale, adesso per i disegni di José Ladronn).

In particolare piace il ritorno alla centralità dell’uomo in quanto essere organico, in contrapposizione alla tecnologia oppressiva che – soprattutto negli ultimi volumi delle varie diramazioni della saga complessiva, e specie nei Tecnopadri – stava prendendo fin troppo spazio.

Marzo 2008http://www.comicus.it/view.php?section=recensioni&id=527

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Martin Hel #4/XV – L’ombra di Caravaggio

22 dicembre 2009 Lascia un commento

testo: Néstor Barron
disegni: Lito Fernández
albo brossurato di 96 pagine in b/n
Eura Editoriale

L’avventura editoriale in albo monografico di Martin Hel, character tenebroso e affascinante creato dal paraguayano Robin Wood, termina dopo 84 numeri con una storia in linea con quelle degli ultimi anni, dove l’orrore psicologico e quello tangibile vanno di pari passo.

Da tempo condotto da Néstor Barron, poliedrico artista che nei fumetti predilige la deduzione più che l’azione (comunque massicciamente presente), Martin Hel vive sulla sua pelle un’avventura romana all’insegna dell’arte, con una tela caravaggesca che racchiude un segreto secolare terrificante che provoca scompiglio nel suo riflettersi nella contemporaneità.

Non eccezionali i disegni di Ángel Alberto “Lito” Fernández e dei suoi assistenti, ma questa purtroppo non è una novità: l’argentino sembra patire una sorta di insofferenza verso il personaggio che lui stesso ha creato graficamente tanti anni fa, forse a causa del ripetersi delle situazioni presentate.

Questa chiusura è solo la prima tra quelle che coinvolgono il parco-testate dell’editore capitolino. Martin Hel prosegue comunque sulle pagine di Skorpio.

Settembre 2009http://www.comicus.it/view.php?section=minirecensioni&id=505

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Fragola e cioccolato

22 dicembre 2009 Lascia un commento

testo e disegni: Aurélia Aurita
volume brossurato di 144 pagine in b/n
Coniglio Editore

Semplicemente delizioso questo libro all’insegna dell’amore, che sia di testa o prettamente fisico.
Erotismo e passionalità di pari passo con l’interpretazione dei pensieri e dei desideri del partner: il sesso visto da una giovane donna alle prese con l’istinto e la razionalità, con una leggerezza inconsueta che fa amare questo romanzo incondizionatamente.
Qui si narra il rapporto niente affatto banale tra una ragazza e un uomo più grande per età ed esperienze; la vita di coppia vista senza filtri, in maniera sincera e appassionata.

Il disegno è semplice e privo di orpelli, adatto a una rappresentazione della realtà nella sua essenza. Ci troviamo davanti un tratto che non ha bisogno di sviare l’attenzione in sfondi e ornamenti inutili perché va dritto alla sostanza.
Aurélia Aurita è una giovane autrice francese di origine orientale che pubblica fin dalla fine del vecchio millennio su una rivista notoriamente dissacrante e irriverente quale è Fluide Glacial, simile per molti versi alla rivista italiana Totem Comix che di fatto ne era una trasposizione.

Tra i suoi libri si distinguono Angora e il recente Je ne verrai pas Okinawa, dove possiamo seguire il percorso reale dell’autrice, costretta a tornare forzatamente in Francia dal Giappone, terra che ha conosciuto solo pochi anni prima e che ha illustrato nei due volumi di Fragola e cioccolato (a questo nel 2007 ne è succeduto un altro).

La confezione del volume da parte di Coniglio Editore rasenta la perfezione: carta di ottima grammatura, brossura esemplare e note esaustive del mondo della Aurita nelle alette interne.
Da segnalare un’introduzione-omaggio tramite una tavola a fumetti da parte di quel grande autore contemporaneo che risponde al nome di Joann Sfar.

Ottobre 2009http://www.comicus.it/view.php?section=recensioni&id=775

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Manhattan beach 1957

22 dicembre 2009 Lascia un commento

testo: Yves H.
disegni: Hermann
volume cartonato di 56 pagine a colori
Eura Editoriale (Euramaster #106)

Secondo volume per la “Trilogia U.S.A.” orchestrata dal duo Huppen costituito dal padre Hermann e dal figlio Yves Huppen.
In questa storia situata temporalmente in due fasi – il 1957, vero fulcro dell’avventura, e il 1976, dove i nodi si sciolgono – si narra la malinconica vicenda di John Haig e della giovane Daisy, suo malgrado protagonista di una sconcertante ed affatto consolatoria avventura sentimentale, con il fantasma di Elvis Presley sullo sfondo.

La ricerca della verità che viene a galla in maniera dolorosa annichilisce John fino a una conclusione circolare che lascia un gusto amarognolo sulle labbra.
Eccellente l’apporto grafico del maestro belga che in questo libro si sbizzarrisce in tagli registici originali, supportati da una colorazione efficace.

La storia approntata da Yves Huppen è tra le migliori da lui scritte: asciutta e per una volta bilanciata nei dialoghi che si alternano a vignette mute e suggestive.
Ottima l’edizione dell’editoriale romana: stampa, carta e rilegatura di buona fattura.
Eccellente il rapporto qualità-prezzo.

Novembre 2009http://www.comicus.it/view.php?section=minirecensioni&id=523

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I nostri antenati

22 dicembre 2009 Lascia un commento

testo e disegni: Altan
volume brossurato di 224 pagine in b/n con inserto a colori
Rizzoli Libri (BUR 24/7)

La bella collezione 24/7 della Biblioteca Universale Rizzoli ristampa tre storie lunghe di Francesco Tullio Altan, autore trevigiano conosciuto per il suo impegno nella satira sociopolitica attraverso le vignette pubblicate sul quotidiano La Repubblica e le avventure della cagnetta a pois rossi Pimpa che da decenni allietano le letture del pubblico giovanissimo.

Questo tomo – sottotitolato “Tre biografie non autorizzate” – raccoglie le trasposizioni romanzate delle vite di personalità quali Cristoforo Colombo, San Francesco d’Assisi e Giacomo Casanova. In origine furono tutte pubblicate sulla rivista d’autore Linus della MilanoLibri tra giugno del 1976 e settembre del 1981; qui è proposta la versione riveduta e ampliata ad opera dallo stesso Altan in un unicum di eccellenza.

Le tavole sono generalmente composte da vignette a striscia zeppe di elementi scenografici e da contrappunti di testo che fanno da didascalia a molte vignette, per sottolineare gli eventi presentati e per ridicolizzarne la portata con battute caustiche e sovente dileggianti.
La caducità delle vite viene qui evidenziata dai difetti caratteriali più reconditi, i quali donano un’umanità popolaresca a questi tre personaggi. Costoro vengono solitamente presentati evidenziando l’aspetto esteriore delle loro personalità – che appare superficiale – piuttosto che il loro spirito, invero assai vicino al mondo popolare.

Ovviamente la versione di Altan è la SUA versione, feroce e dissacrante; bisogna però sottolinearne l’assoluta bontà della verosimiglianza, espressione di un modus artistico di grande levatura.
E così ci troviamo davanti a un Colombo arruffone che si fa trascinare dagli eventi piuttosto che cavalcarli per rendersene protagonista, un “Franz” che arriva alla santità attraverso vicende in clamoroso chiaroscuro, e un Casanova cialtrone e falso come mai era stato presentato prima.

La confezione del volume, solido e maneggevole allo stesso tempo, stampato con cura certosina, è diametralmente opposta al senso di sudiciume che traspare dalle storie. Ottima la scelta della carta, imperdibili il breve prologo narrativo a cura del medesimo autore e la postfazione di Michele Serra che meglio situano l’approccio di Altan con le biografie satireggianti qui riunite.

Novembre 2009http://www.comicus.it/view.php?section=recensioni&id=785

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Willard the witch

22 dicembre 2009 Lascia un commento

testo e disegni: Pino Rinaldi
volume brossurato di 268 pagine in b/n
Eura Editoriale (I Giganti dell’Avventura #76)

Approda in volume l’ultimo lavoro dell’autore pugliese Pino Rinaldi, dopo un passaggio su Lanciostory tra il 2001 (i primi 6 capitoli, allora pubblicati col titolo “Wizzie la strega”) e lo scorso anno.

Willard è un giovane uomo, di professione disegnatore di fumetti (di scarso successo), separato da una moglie in carriera e con una figlioletta deliziosa che, pur nei limiti delle disponibilità economiche, cerca di assecondare nei suoi desideri di bambina.
Wanda Darkness è l’ultima di una stirpe di streghe bianche che, per un equivoco abbastanza divertente nella sua semplicità, trasferisce a Willard le sue facoltà magiche.
Da qui il nostro rimane coinvolto in tre macro-situazioni, i tre story-arc che compongono il volume in questione. Lui è assolutamente ignaro della portata dei suoi poteri e questa sua inadeguatezza viene supportata da uno stuolo di “voci” contrastanti che lo guidano nelle sue azioni.

Molto dettagliati i disegni, com’è costume di questo bravo artista di ispirazione nordamericana e che per quel mercato ha lavorato con un certo successo: non c’è praticamente una vignetta senza uno sfondo che esalti la scena presentata, costruzione delle tavole personale e mai banale, caratterizzazione grafica dei personaggi ben definita.
Ma qui, anche se non è poco, finiscono purtroppo le buone notizie. La verbosità del testo e in particolare nei dialoghi mina a nostro parere la leggibilità del tutto, rendendosi complice di una sceneggiatura affatto convincente in più punti.
Rinaldi ha sicuramente delle buone intuizioni, ma probabilmente gli manca il mestiere e l’aiuto di una figura più esperta nella costruzione delle storie gli gioverebbe il compito. Allo stato attuale le storie da lui sceneggiate risultano generalmente ampollose e poco scorrevoli.

Da segnalare che in questo volume vengono citate altre due serie dell’autore in questione, legate sempre al mondo da lui costruito: Agenzia X e La saga di Twee-Wan-Poor.
Qualche svarione tipografico penalizza questo numero, ma nel complesso l’allestimento editoriale è di fattura sufficiente.

Novembre 2009http://www.comicus.it/view.php?section=recensioni&id=784

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Phantom – L’Uomo Mascherato #6

22 dicembre 2009 Lascia un commento

testo e disegni: AA.VV.
albo spillato di 128 pagine in b/n
Eura Editoriale

Un vera disdetta che la collana venga interrotta adesso che gli appassionati italiani cominciavano a instaurare un feeling con le inedite storie scandinave dello storico character creato da Lee Falk, dopo un prolungato periodo di totale black out editoriale sulle avventure dell’eroe in calzamaglia viola.

L’attuale contrazione del mercato insieme a un’impostazione editoriale non esattamente felice (ma comunque assolutamente dignitosa) hanno fermato ancora una volta le vicende all’insegna de “l’avventura per l’avventura”, dell’Ombra che Cammina.
Il piatto forte della collana era costituito principalmente dalla quarta storia di ogni fascicolo, l’appassionante saga dai toni drammatici de La Regina dei Pirati, realizzata in bello stile dallo scrittore David Bishop e dal disegnatore argentino César Spadari, dove rimembravano maggiormente le antiche vestigia del personaggio, grazie a tavole di forte valenza artistica.

Le altre tre storie, spesso legate in unico story-arc, hanno mostrato l’opera di autori finora misconosciuti insieme ad artisti di lungo corso. In questo sesto albo è presente la storia in tre parti dal titolo Il teschio di cristallo scritta da Claes Reimerthi per i disegni di Hans Lindahl, Bob McLeod e Paul Ryan.
Grazie a questa pubblicazione abbiamo potuto ammirare artisti quali Kari Leppänen, un giovane Georges Bess e il veterano Romano Felmang che hanno tradotto in immagini le avventure ideate da Donne Avenell, Norman Worker e un manipolo di bravi sceneggiatori scandinavi.
L’apparato redazionale del numero conclusivo verte sulla controversa figura di Nostradamus, che viene usata per narrare una vicenda legata al mondo dell’Uomo Mascherato.

Suggestiva l’immagine di copertina, un bel dipinto di Phantom in groppa al fido cavallo Thunder realizzata da Felmang con l’ausilio di Rudy Walk.

Dicembre 2009http://www.comicus.it/view.php?section=recensioni&id=795

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