Terminal

TERMINAL
di Emilio Balcarce e Jok
pubblicata su Lanciostory N. 23/27 del 2010 (Editoriale Aurea)
Emilio Balcarce è ancora in sella. Dopo diversi anni lontano dal fumetto è tornato a sfornare storie di qualità con la consueta accuratezza delle sue sceneggiature.
Dopo la space opera mistica “Funeral” (con l’apporto ai disegni dell’ottimo Jok, tra i migliori esponenti del gruppo La Productora) e le metafore ecologiche di “Terra Madre” (disegnate dal bravo Diego Garavano), ecco la sua terza serie in meno di un anno: “Terminal”, illustrata ancora da Jok.
In questa storia Balcarce si cimenta nello steampunk western con risultati apprezzabili, anche se la trama rimane un poco compressa nelle 40 tavole del lavoro – e ancor di più i disegni, addirittura a volte poco leggibili a causa del formato di Lanciostory – e che forse meritava uno sviluppo più compiuto.
Too Much è la protagonista di questa storia in movimento, l’azione si svolge interamente lungo un percorso ferroviario che corrisponde alla vita, con le sue fughe, i proponimenti, le speranze, le disillusioni, la ricerca e quant’altro.
Insieme a lei, donna forte che integra il suo corpo devastato grazie alla cibernetica, agiscono – in un mondo deturpato e futuribile dove la legge del più forte conta più della dignità umana – Dakota, una bambina problematica, suo zio Caboose e nonno Ismael, ferrovieri professionisti.
Il Terminal è il luogo dove tutto inizia e tutto finisce, la metafora della terribile matrice esistenziale e del percorso tortuoso che bisogna seguire per realizzarsi nel grande imbroglio che è la vita. L’unica via di salvezza è il libero arbitrio: solo così si può costruire realmente il proprio destino.
Personalmente ho preferito altre storie di questo autore, ma questa serie è tutt’altro che da sottovalutare, lettura consigliata.